osservatorio

LA SITUAZIONE AL MESE DI
DICEMBRE 1996



 

  Iscrizioni al collocamento aumentate
dell'11,3% rispetto al dicembre 1995.
Incremento dei disoccupati di lunga durata di oltre 25 mila unità. Avviamenti che mediamente sono diminuiti dello 0,07%. Saldo negativo dell'ultimo trimestre tra avviati e cessati di 4.573 unità. Ulteriore incremento del tasso di disoccupazione del 2,8%. Iscritti nelle liste di mobilità oltre 11.000 lavoratori di cui oltre 7.000 impegnati nei lavori socialmente utili. Quasi 2.500 lavoratori appartenenti a 39 aziende sospesi e fruenti del trattamento di cassa integrazione straordinaria, meno rispetto all'anno passato. Circa 300 lavoratori di nove aziende sono interessati da contratti di solidarietà "difensivi". Aumento del numero degli avviati con i contratti di formazione sul 1995 (+1.000 unità). 2.300 lavoratori hanno visto trasformato il proprio contratto di formazione e lavoro a tempo indeterminato ed altrettanti lo hanno risolto, per diversi motivi. Questo, in sintesi, il quadro generale alla fine dell'anno.



Lo stock delle iscrizioni al collocamento ha subito, rispetto al dicembre 1995, un incremento in valore assoluto di oltre 33 mila unità. Infatti, alla fine del mese in esame gli iscritti al collocamento in Sardegna sono stati 327.527. Da gennaio a dicembre l'aumento degli iscritti ha riguardato oltre 14.000 unità nella provincia di Cagliari; 11.000 nella provincia di Sassari; 6.000 in quella di Nuoro; poco più di 300 ad Oristano. La media annuale è stata pari a 313.000 iscritti, contro i 284.000 dell'anno scorso, con un incremento medio del 10%. A dispetto di ogni tendenza, gli iscritti in cerca di prima occupazione sono solo il 40% del totale; più della metà sono disoccupati con precedenti lavorativi. Coloro che hanno oltre 30 anni d'età sono il 57%; il 39% ha un'età inferiore ai 25 anni, mentre ha un'età compresa tra i 25 e i 29 anni il 18%. Un dato significativo è quello relativo ai c.d. iscritti di lunga durata. Erano 167.000 unità nel 1995, sono stati 193.000 nel 1996 (26.000 unità in più). Questo significa che il 60 % del totale degli iscritti vanta un'anzianità d'iscrizione nelle liste di oltre due anni.



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Gli avviamenti, rispetto allo stesso periodo, sono aumentati del 9%, mentre il volume complessivo dell'intero anno 1996 è in linea con i valori registrati da qualche tempo a questa parte, essendo stato di poco superiore alle 94.000 unità. E' sempre più massiccio il ricorso alle assunzioni dirette (di dimensioni ormai analoghe alle chiamate nominative, il 47% del totale), mentre gli avviamenti numerici hanno assunto già connotati residuali (il 6%). Questi ultimi, peraltro, in sei anni sono stati drasticamente ridimensionati dell'80%

Nel 1996 si sono registrati mediamente 7.432 avviamenti, contro 8.014 del 1995, con un decremento dovuto al flusso negativo registrato negli ultimi mesi dell'anno. Il rapporto medio annuale tra iscritti e avviati è stato di 1 avviamento su 42 iscritti; il più basso nel mese di luglio (1 su 23 iscritti); il più alto nel mese di dicembre (1 su 71). Ad integrazione di questo dato, si consideri il saldo negativo tra avviamenti e cessazioni registrato nell'ultimo trimestre dell'anno che nella regione è stato di 4.573 unità, dovuto all'alto numero di cessati provenienti dal macro settore delle Altre Attività.

Si continua pertanto a registrare, purtroppo, un ulteriore balzo del saggio di disoccupazione su tutto il territorio: in crescita il rapporto tra popolazione attiva in età di lavoro - dato rilevato dagli uffici anagrafici comunali ed aggiornato al 31 dicembre 1995 - ed iscritti al collocamento, relativi al mese di riferimento. Nella regione, il tasso ha raggiunto quota 27,1% (l'anno scorso era al 24,3 %). Tra i bacini circoscrizionali nei quali sono suddivisi gli Uffici del lavoro, il territorio di Castelsardo e quello di Alghero sono quelli che contano il triste primato del più alto tasso di disoccupazione, rispettivamente con il 36% ed il 34%; il più 'basso' si registra nella circoscrizione di Cagliari con il 20,4%. La provincia con il più alto indice è quella di Nuoro col 29,3%.


 

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attività della c.r.i. e
politiche attive del lavoro

Il decreto legge 299/94 convertito nella Legge 451/94 ha costituito un riferimento normativo per le amministrazioni pubbliche che hanno inteso promuovere progetti di lavori socialmente utili (L.S.U.) per il perseguimento di obbiettivi di carattere straordinario e di interesse sociale. La legge 608/96 ha recepito in tal senso le modifiche e le variazioni al testo sopracitato. Per l'attuazione dei progetti, le amministrazioni interessate hanno potuto utilizzare il lavoro di soggetti elencati nell'art. 25 della legge 223/91. In tal senso l'attività della Commissione Regionale per l'Impiego (C.R.I.), cui spetta il compito di approvare i progetti in parola, ha riguardato quelli presentati per l'annualità 1996 da enti sovracomunali o da amministrazioni locali che hanno previsto l'impiego di lavoratori il cui trattamento di mobilità fosse scaduto nello stesso anno, ovvero l'impiego di disoccupati di lunga durata. Nel corso dell'anno si è dato dunque avvio alle procedure di reclutamento, che hanno notevolmente impegnato le Sezioni Circoscrizionali per l'Impiego della Sardegna. La delibera della C.R.I. relativa al reclutamento ha tenuto conto della qualità, della funzionalità e fattibilità dei progetti, anche in relazione ad altri fattori quali la popolazione residente, il numero di disoccupati e le alternative occupazionali presenti nel territorio. Ad oggi, risultano impegnati oltre 7.000 lavoratori, a fronte di circa un migliaio di progetti di L.S.U. (lavori socialmente utili)

La materia comunque attende una regolamentazione definitiva ed in attesa di un programma di riordino, le prospettive più ravvicinate potrebbero essere offerte dalla costituzione di società miste previste dalla legge 95/96, la cui compagine sociale può essere costituita per almeno il 40 % da lavoratori già impegnati in LSU ed in misura non superiore ad un altro 40% da soggetti aventi titolo ad esservi impegnati, quali, ad esempio, i disoccupati di lunga durata.
Se alla volontà di impiegare l'esperienza lavorativa acquisita con lo svolgimento dei progetti, si affiancasse anche l'attività di preparazione e formazione di nuova imprenditoria, come nello spirito della legge di accompagnamento alla Finanziaria 1996, ci si potrebbe aspettare che l'istituto dei LSU assuma una funzione non solo di sostegno al salario, bensì quello assai più definito, di acquisizione professionalità spendibili, verosimilmente, in settori che potranno offrire maggiori opportunità di occupazione stabile nei prossimi anni

Inoltre, in applicazione alle direttive impartite dalla Commissione Centrale per l'Impiego in ordine ai criteri generali riguardanti la formazione delle graduatorie dei lavoratori da avviare a selezione nelle pubbliche amministrazioni ex art. 16 L.56/87, la C.R.I. ha adottato una delibera che detta indirizzi sulla materia in quanto applicabili alle condizioni locali. Delle due delibere se ne dà conto nel presente notiziario.

Tra le attività nelle quali la C.R.I. è tenuta a pronunciasi, particolare importanza rivestono i progetti riguardanti i contratti di formazione lavoro (C.F.L.). Nel corso dell'anno sono stati approvati oltre 3.000 C.F.L. per un'occupazione potenziale di 7.600 unità lavorative. A questi sono da aggiungersi altri 6.000 progetti che sono stati autorizzati dal Direttore dell'Ufficio Regionale del Lavoro dopo 30 giorni dalla presentazione ed in caso di mancata pronuncia da parte della C.R.I., come prevede la legge. L'utilità crescente di questo strumento è dimostrata dalle cifre. Dopo il picco di avviati con CFL raggiunto nel triennio 1990-91-92 e la momentanea contrazione del 1995, oggi si assiste ad un nuovo rilancio, forse anche in virtù dell'innalzamento a 45 anni dei limiti di età, previsto dalla C.R.I. dell'11 ottobre 96. E' interessante evidenziare, in quest'ambito, l'alto rapporto di incidenza tra gli esiti dei contratti di formazione e lavoro (rapporti trasformati a tempo indeterminato, ovvero risolti per qualsiasi motivo alla fine del periodo) e gli avviati registrati nello stesso periodo. Tale rapporto, calcolato negli ultimi anni, è stato dell'80% nel 1993, dell'84% del 1994, dell'80% nel 1995 e del 65 % nel 1996.

 

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mobilità
e politiche passive del lavoro

Sono oltre 11 mila i lavoratori iscritti nelle liste regionali di mobilità. Di questi sono indennizzati oltre la metà, mentre risultano iscritti senza indennità circa 1.500 lavoratori, il resto è sussidiato in quanto impegnato nei L.S.U. Nel trimestre preso in esame gli iscritti indennizzati nelle liste sono stati pari a 72 unità, mentre i cancellati sono stati 137, di cui 101 avviati a tempo indeterminato. Nello stesso periodo sono state avviate le procedure di licenziamento collettivo per nove aziende e 235 lavoratori sembrano destinati ad ingrossare l'esercito degli iscritti nelle liste.
Altri strumenti, quali i contratti di solidarietà e la C.I.G.S., sono meno utilizzati rispetto al passato. Soprattutto quest'ultima ha subito un forte ridimensionamento, giacché sono venuti a scadere i periodi massimi previsti dalla legge. Oggi il totale dei lavoratori in CIGS ammonta a 2.845 unità distribuite in 39 aziende, la metà delle quali subiscono processi di crisi aziendale, di ristrutturazione (il 20%) o sono in fase di procedura concorsuale (30%).
Sono cinque le nuove istanze di Cassa Integrazione Straordinaria avviate nel trimestre di riferimento. Interessano i settori Chimico, Metalmeccanico Alimentare dei Lapidei e delle Costruzioni per 125 lavoratori su un organico di circa 200 addetti.

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