IL PARCO AYMERICH
DI LACONI
Il centro storico di Laconi, con i
ruderi del castello.
Il parco dei marchesi di Laconi è uno dei tanti
segni indelebili del patrimonio storico e culturale oltrechè
ambientale della Sardegna.
Un frammento significativo della storia dell'isola dal lontano
VIII secolo, fino ai giorni nostri.
Un lembo del Sarcidano, e quindi di Sardegna, di 22 ettari di
superficie che coniugano storia e natura di rara bellezza.
Uno scrigno verde pervenuto a noi grazie all'impegno ed al
rispetto anche della popolazione di Laconi.
Oggi il parco è metta di numerosi visitatori, semplici amanti
della natura e di studiosi provenienti da ogni parte.
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Due scorci del parco.
Il parco di Laconi è un compendio di
rilevantissimo valore storico, culturale, biologico, scientifico
e ricreativo che da epoca immemorabile costituisce attrazione e
meta obbligatoria per gli abitanti di tutta questa regione, il Sarcidano, oltrechè
della Sardegna intera e dei visitartori italiani e stranieri.
La proprietà del parco ha subito diversi passaggi dal periodo
dei Giudicati fino al XV secolo, epoca in cui fu acquistato dai
signori di Castelvì che dopo circa due secoli la trasmisero, per
via ereditaria, alla famiglia dei Marchesi di Aymerich.
Il tipo di destinazione e di uso che sono stati acquisiti e consolidati nel parco, attraverso la trama di rapporti che si era instaurata con le comunità locali ed isolane, ha col tempo coinciso con funzioni non dissimili da quelle di tipo pubblico, pur essendo il parco di proprietà privata.
NOTIZIE STORICHE
Il castello medioevale risalente all'VIII
secolo.
Probabilmente a causa della sua posizione dominante e per la ricchezza d'acque, l'area del parco ha ospitato da lungo tempo insediamenti umani, com'è testimoniato dai ruderi di un castello medioevale.
Come abbiamo scritto prima, fino al 1990, il parco apparteneva alla famiglia degli Aymerich, in virtù di un passaggio dell'asse ereditario dai signori di Castelvì, in conseguenza di un matrimonio avvenuto fra una nobildonna della famiglia dei Castelvì con un membro della famiglia Aymerich. Questa famiglia lo aveva, a propria volta, acquistato dal nobile spagnolo Enrico, zio di Ferdinando il Cattolico, re di Spagna.
Secondo i documenti storici, la donazione del re di Spagna al proprio zio Enrico avvenne nel 1479.
Risalendo ad epoca più lontana ancora, sembra che il castello sia stato costruito attorno all'VIII o IX secolo, per essere utilizzato come luogo di svago e di riposo per i Giudici d'Arborea. Come è noto i Giudici erano i capi supremi dei quattro Giudicati, unità a competenza giurisdizionale nelle quali era suddivisa la Sardegna fino al XV secolo.
Sembra altresì che il più celebre di questi "capi", la Giudicessa Eleonora d'Arborea, fosse solita trascorrere i suoi pochi e brevi periodi di riposo proprio nel castello dell'attuale parco Aymerich.
Un'iscrizione in pietra, in uno degli ingressi, da testimonianza di un intervento di restauro risalente al 1053.
Alla caduta del Giudicato di Arborea, a seguito della sconfitta nella battaglia di Sanluri del 1409, il castello, con il parco, passarono agli Aragonesi ed infine, in conseguenza della riunificazione delle corone di Spagna, al re Ferdinando il Cattolico.
IL PARCO ATTUALE
Il parco attuale, la parte cioè aperta al pubblico e di proprietà della Amministrazione regionale, ha una superficie di Ha 21.56.30.
Ad esso si accede dal centro
storico della cittadina di Laconi, seguendo la via Don Minzoni,
nelle vicinanze della villa marchionale della famiglia Aymerich.
L'intera superficie del parco può essere suddivisa in due zone:
l'area storica e l'area ricreativa.
Il motivo della suddivisione sta naturalmente nella presenza dei
ruderi del castello e nelle presenze datate quali il "Cedro
del Libano" e delle piante della "collezione", mentre
la zona ricreativa presenta principalmente motivi di interesse
ambientale, paesaggistico.
L'AMBIENTE
Il patriarca del parco il Cadro del Libano.
Il parco di Laconi si presenta
come un complesso che contiene in se tutti gli aspetti peculiari
delle colline mediterranee appartenenti al paesaggio dei
"tacchi" calcarei.
Il protagonista delle formazioni forestali è il leccio, Quercus
ilex, che nelle parti più favorite forma boschi evoluti, a
densità colma.
Per quanto riguarda le "presenze" biologiche, più
antiche ed autorevoli fra esse sono il mastrodontico Cedro del
Libano, che si dice abbia più di 5 secoli, ed inoltre la
collezione di piante esotiche e pregiate in genere.
Questa collezione costituisce la parte più cospicua dell'attuale
parco e venne realizzata dal marchese Ignazio Aymerich Ripoll,
senatore del regno d'Italia verso il 1830.
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