NEL NOME DEL SIGNORE
NOSTRO GESÙ CRISTO
INCOMINCIANO
LE COSTITUZIONI
DEI
FRATI MINORI CAPPUCCINI
CAPITOLO I
LA VITA DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI
ARTICOLO I
La nostra vita secondo il Vangelo
1
1,1. Il santo Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo è sempre,
per la Chiesa, sorgente di vita, e, per il mondo, annuncio di salvezza.
1,2. La Chiesa, infatti, sotto la guida dello Spirito Santo, vi riconosce
Cristo e con fede ne accoglie le opere e le parole che, per coloro che credono,
sono spirito e vita.
1,3. San Francesco, istituendo la nostra Fraternità, fin dall'inizio
della sua conversione lo prese come norma della sua vita e della sua azione.
1,4. Perciò comandò espressamente, all'inizio e alla fine
della Regola, di osservarlo e nel Testamento affermò che gli era
stato rivelato di vivere secondo la forma del santo Vangelo.
1,5. Impegnamoci, dunque, come suoi figli, ad approfondirne la conoscenza.
1,6. In tutte le circostanze della vita seguiamo il Vangelo come legge suprema,
leggiamolo assiduamente e meditiamolo nel nostro cuore come la beata Vergine
Maria, cosi che con la nostra vita sempre piu modellata secondo il Vangelo,
cresciamo in ogni cosa verso Cristo.
2
2,1. San Francesco, vero discepolo di Cristo e sublime modello di vita cristiana,
mostrò ai suoi frati come seguire in letizia Cristo povero e umile,
per essere da lui condotti nello Spirito Santo al Padre.
2,2. Infiammati dall'amore di Cristo, per essere a lui piu conformi, contempliamolo
nell'annientamento della incarnazione e della croce e, celebrando in comune
letizia l'Eucaristia, partecipiamo al suo mistero pasquale, pregustando
così la gloria della sua risurrezione, finché egli venga.
3,3. Viviamo con generosità i consigli evangelici, specialmente quelli
che abbiamo promesso: la castità, come consacrazione a Dio; la povertà,
come nostra particolare via di salvezza; e l'obbedienza, come espressione
di carità.
3
3,1. San Francesco, ascoltate le parole di Francesco del Vangelo sulla missione
dei discepoli, fondò la Fraternità dell'Ordine dei Minori,
perché essi, vivendo in comunione di vita, testimoniassero il Regno
di Dio, predicando la penitenza e la pace con l'esempio e con la parola.
3,2. Per apprendere lo stile di vita del vero discepolo di Cristo, stile
che in modo mirabile rifulse in Francesco, imitiamo il serafico Padre, coltiviamo
diligentemente con la vita e con le opere il suo patrimonio spirituale,
e rendiamone partecipi gli uomini di ogni tempo.
3,3. A questo fine leggiamo frequentemente la vita e gli scritti di san
Francesco e dei suoi frati, in modo particolare dei Cappuccini, che si distinsero
per santità, zelo apostolico e dottrina, come pure altri libri che
rivelano il suo spirito.
4
4,1. Come Frati Minori Cappuccini, è necessario che conosciamo la
natura e le finalità del nostro Ordine, affinché la nostra
vita, rettamente adattata ai tempi, sia ispirata alla sana tradizione dei
nostri fratelli.
4,2. Prima di tutto conviene imitarli con il ritorno, mediante la conversione
del cuore, alla primitiva ispirazione, cioé alla vita e Regola del
nostro Padre Francesco, in modo che il nostro Ordine continuamente si rinnovi.
4,3. Seguendo il loro esempio, applichiamoci a dare la massima importanza
alla vita di orazione, specialmente contemplativa; a coltivare, con spirito
di minori, una radicale povertà sia personale che comunitaria; a
professare inoltre, per amore della croce del Signore, l'austerità
di vita e la lieta penitenza, anche cercando, alla luce dei segni dei tempi
e con l'approvazione dei superiori, nuovi modi di vivere la nostra vita.
4,4. Praticando la cordialità fraterna tra di noi, stiamo con gioia
vicino ai poveri, ai deboli e ai malati, condividendone la vita; e conserviamo
la nostra particolare capacità di contatto con il popolo.
4,5. Promoviamo un fervente apostolato da prestarsi in spirito di servizio,
con varie forme, principalmente con l'evangelizzazione.
5
5,1. La Regola di san Francesco, nascendo dal Vangelo, conduce necessariamente
alla vita evangelica.
5,2. Dedichiamoci con assiduità a studiarne lo spirito e applichiamoci
ad osservarla semplicemente, senza commenti e santamente, secondo l'esortazione
dello stesso Fondatore espressa nel suo Testamento e secondo lo spirito,
le intenzioni evangeliche e gli esempi di santità dei primi frati
Cappuccini.
5,3. I superiori e le fraternità abbiano a cuore di promuovere lo
studio, l'amore e l'osservanza della Regola.
5,4. Affinché la Regola e le intenzioni del Padre Fondatore possano
essere osservate dovunque fedelmente, i superiori maggiori procurino che,
secondo le diverse regioni, culture ed esigenze dei tempi e dei luoghi,
siano cercate forme, anche molteplici, più adatte alla vita e all'apostolato
dei frati.
5,5. La vera pluriformità, poi, è quella che, salva sempre
l'unità dello stesso spirito genuino, ha il suo fondamento nella
comunione fraterna e nell'obbedienza ai superiori: ne consegue che, affinché
lo spirito non si estingua, si concede la libertà evangelica nell'agire,
specialmente in ciò che riguarda il rinnovamento della nostra vita.
6
6,1. Il serafico Padre dettò il suo Testamento quando, prossimo alla
morte, ornato dalle sacre stimmate e pieno dello Spirito Santo, più
vivamente desiderava la nostra salvezza.
6,2. In esso espresse la sua ultima volontà e trasmise la preziosa
eredità del suo spirito;
6,3. e ce lo consegnò perché osservassimo sempre meglio, secondo
le direttive della Chiesa, la Regola che abbiamo professato.
6,4. Perciò, secondo la tradizione del nostro Ordine, riteniamo il
Testamento come la prima esposizione spirituale della Regola e preminente
ispirazione della nostra vita.
7
7,1. Lo scopo delle Costituzioni è di aiutarci nelle mutate condizioni
della nostra vita, ad osservare con maggior impegno e perfezione la Regola.
7,2. In esse troviamo un mezzo sicuro per rinnovarci spiritualmente in Cristo
e per vivere pienamente la consacrazione con cui ci siamo votati a Dio.
7,3. Osserviamole in forza della nostra professione non come servi, ma come
figli che desiderano amare Dio sopra ogni cosa e ascoltare lo Spirito Santo
che ci istruisce, protesi alla gloria di Dio e alla salvezza degli uomini.
7,4. Si esortano vivamente tutti i frati ad applicarsi allo studio personale
della Regola, del Testamento e delle Costituzioni e ad accoglierne lo spirito
ARTICOLO II
La nostra vita nella Chiesa
8
8,1. La Chiesa, strumento di salvezza e di unione con Dio e tra gli
uomini, si presenta al mondo come popolo di Dio in cammino: popolo, che
Cristo ha voluto unito nella vita, nella carità e nella verità,
e che lo Spirito Santo ha arricchito di doni o carismi utili per rinnovare
e diffondere sempre più la Chiesa stessa.
8,2. E nella Chiesa, dotata di inesauribile varietà di carismi, san
Francesco, sotto la guida dello Spirito Santo, fondò, dandole una
propria fisionomia, una Fraternità religiosa. La Chiesa la approvò
con la sua autorità gerarchica e con sollecitudine materna continua
a proteggerla, perché sul suo volto risplenda l'immagine di Cristo
povero, umile e dedito al servizio degli uomini, specialmente dei poveri.
8,3. Similmente fu approvato dalla Chiesa l'Ordine dei Frati Minori Cappuccini
con la Bolla Religionis zelus, emanata da Papa Clemente VII il 3
luglio 1528.
8,4. Amiamo, quindi, intensamente la Chiesa, meditando il suo mistero e
partecipando attivamente alla sua vita e alle sue iniziative.
9
9,1. Sull'esempio di san Francesco, che fu uomo cattolico e tutto apostolico,
prestiamo fedele obbedienza allo Spirito di Cristo che vive nella Chiesa.
9,2. Obbediamo e riveriamo il Sommo Pontefice che i religiosi, anche in
forza del voto di obbedienza, sono tenuti a considerare come supremo superiore,
e il Collegio dei Vescovi che, in unione con il Papa, è segno visibile
dell'unità e dell'apostolicità della Chiesa.
9,3. Dovunque siamo, contribuiamo con la nostra presenza fraterna e profetica
al bene della Chiesa particolare, collaborando al suo incremento e progresso.
9,4. Prestiamo, secondo il nostro carisma e sotto la guida del Vescovo diocesano,
il nostro servizio apostolico al popolo di Dio e a tutti gli uomini.
9,5. Onoriamo, collaborando premurosamente con loro, i presbiteri e tutti
coloro che ci danno lo spirito e la vita.
10
10,1. Il ministro generale è posto a servizio e ad utilità
di tutta la Fraternità. Amiamolo, e con cuore generoso obbediamogli
come successore del santo Fondatore e come vincolo vivente che ci unisce
all'autorità della Chiesa e fra di noi.
10,2. Seguiamo con amore e con attiva e responsabile obbedienza anche gli
altri ministri della Fraternità, dati a noi dal Signore come pastori
e depositari della fiducia dei frati, per sentirci più strettamente
e con maggiore sicurezza uniti per il servizio della Chiesa nello spirito
di fede e nell'amore di Cristo.
11
11,1. San Francesco attinse dall'adorazione del Padre infinitamente
buono quel sentimento di fratellanza universale, in virtù del quale
vedeva in ogni creatura l'immagine di Cristo primogenito e salvatore.
11,2. Come suoi figli, sentiamoci fratelli di tutti senza distinzione; e,
di fronte ad ogni creatura, innalziamo la lode della creazione a Dio dal
quale proviene ogni bene.
11,3. Riuniti dallo Spirito Santo con una medesima vocazione, promoviamo,
mediante la preghiera e il lavoro in comune, il sentimento di fraternità
in tutto l'Ordine e specialmente nelle nostre comunità provinciali
e locali. Lo stesso sentimento coltiviamolo verso tutti i fratelli e le
sorelle, sia religiosi che secolari, che con noi formano un'unica famiglia
francescana.
11,4. La nostra fraternità evangelica, piccolo modello e fermento
di vita in società, è un invito agli uomini a promuovere rapporti
fraterni tra loro e a unire le loro forze per migliorare lo sviluppo della
persona umana e il vero progresso sociale.
11,5. Nell'evolversi dei rapporti sociali la nostra vita fraterna ha una
particolare importanza e testimonianza, in quanto, anche in questo campo,
Dio ci chiama a realizzare e a incrementare la fraternità nella giustizia
e nella pace.
12
12,1. Il Figlio di Dio, assumendo la condizione di servo, è venuto
non per essere servito, ma per servire e a dare la propria vita per la salvezza
di tutti.
12,2. Desiderando diventare conformi alla sua immagine, non presumiamo di
primeggiare, ma, come minori, impegnamoci a servire tutti, specialmente
coloro che soffrono indigenza e tribolazioni e perfino coloro che ci perseguitano.
12,3. Viviamo, quindi, la nostra vita fraterna accanto ai poveri, condividendo
con grande carità le loro prove e la loro umile condizione.
12,4. Mentre li soccorriamo nelle loro necessità materiali e spirituali,
dedichiamoci con la vita, l'opera e la parola alla loro promozione umana
e cristiana.
12,5. Così facendo, manifestiamo lo spirito della nostra fraternità,
quello cioè di essere minori, e diventiamo nello stesso tempo fermento
di giustizia, di unione e di pace.
13
13,1. Per realizzare fruttuosamente la nostra vocazione evangelica nella
Chiesa e nel mondo, impegnamoci a vivere fedelmente la vita apostolica fatta
di contemplazione e di azione, imitando Gesù, che trascorreva la
sua vita nella preghiera e nell'opera di salvezza.
13,2. Gli apostoli, mandati dal Signore nel mondo, seguendo il modello di
vita del Maestro, si dedicavano alla preghiera e al ministero della parola.
13,3. San Francesco, benché prediligesse luoghi solitari, scelse,
seguendo l'esempio del Signore e degli apostoli, un genere di vita che unisse
in sé la preghiera e la proclamazione del messaggio di salvezza.
13,4. Dedichiamoci, perciò, alla lode di Dio e alla meditazione della
sua parola per poter essere sempre più zelanti nel condurre con la
nostra attività gli uomini ad accogliere con gioia l'amore di Dio.
13,5. Così la nostra vita di preghiera sarà compenetrata di
spirito apostolico e la nostra vita apostolica di spirito di preghiera.

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P. MARCO TARCISIO MASCIA
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