Sardegna - Dall'arrivo dei primi Cappuccini in Sardegna
sono passati oltre quattrocento anni: vi giunsero infatti nel 1591, quando
l'Ordine si era già diffuso in tutta la Penisola, dopo l'approvazione
ufficiale dell'autorità pontificia nel 1528. Guidato da P. Zeffirino
da Bergamo, il piccolo gruppo di frati si stabilì quasi contemporaneamente
a Cagliari e a Sassari, trovando ovunque generosa accoglienza. La «bella
e santa riforma» andò progressivamente dilatandosi: si aprirono
conventi a Sassari (1591), Cagliari (1591), Ozieri (1592), Iglesias (1596),
Sanluri (1608), Oristano (1608), Bosa (1608), Nulvi (1608)... Cento anni
dopo, il seme era diventato albero, che estendeva i suoi rami in quasi tutta
l'Isola. I frati erano venuti moltiplicandosi quasi a dismisura, ottenendo
un posto rilevante nella realtà storica della Sardegna. Con la loro
presenza diffusa e articolata, non solo nei centri urbani ma altresì
nel tessuto agrario e pastorale, i Cappuccini seppero condividere la storia
della gente, che pertanto volentieri li accoglieva nei villaggi e ancor
più volentieri li ospitava a provvedeva loro il necessario. Furono
i frati del popolo, perché con semplicità seppero essere sempre
vicino al popolo. Intanto la crescita imponeva una generale ristrutturazione:
dopo 17 anni dal loro arrivo, nasceva la Provincia autonoma dei Cappuccini
di Sardegna (1608); ancora novant'anni e, stante la vastità del territorio
e il numero crescente dei religiosi, la creazione delle due distinte province
di Cagliari e di Sassari (1697). La storia andrà avanti fino alla
fatidica data del 1866, quando le leggi soppressive degli ordini religiosi
porranno fine a ogni presenza «religiosa» nel territorio nazionale:
sarà una lunga agonia, che vedrà i frati lasciare i conventi
per rifugiarsi altrove.
Grazie al sostegno dei confratelli di altre Province italiane (Genova, Lucca
e Roma), i Cappuccini sardi riuscirono a superare il difficile periodo della
ricostruzione, fino a ottenere il riconoscimento della propria autonomia
provinciale (1972).
Nelle foto (da sinistra verso destra): Fra Giacomo da Decimoputzu,
Fra Nicolò da S.Vero Milis, Fra Paolo da Cuglieri, S.Ignazio da Laconi
e Fra Nicola da Gesturi
Tra i Cappuccini che maggiormente si distinsero per santità nei quattro
secoli passati ricordiamo: Fra Giacomo da Decimoputzu (sec. XVII), Fra Paolo
da Cuglieri (1650-1726), S. Ignazio da Laconi (1701-1781), Fra Nicolò
da S.Vero Milis (1631-1707), e Fra Nicola da Gesturi (1882-1958). Furono
illustri per cultura lo storico P. Giorgio Aleo (1637-1672) e il drammaturgo
Fra Antonio Maria da Esterzili (sec. XVII). Raggiunsero cariche importanti
dentro e fuori dell'Ordine: P. Salvatore Saba da Ozieri (1863), divenuto
prima Ministro Generale e poi arcivescovo e Nunzio Apostolico in India;
P. Serafino Carchero da Cuglieri (1847), fondatore e primo titolare della
diocesi d'Ogliastra, poi vescovo di Ozieri; e P. Luigi Maria Agus da Ghilarza
(1816-1877), vice-postulatore della causa di beatificazione di Fra Ignazio
e restauratore dell'Ordine in Sardegna dopo la sua soppressione.
Oggi i Cappuccini sardi, pur essendo meno numerosi che per il passato, continuano
a essere presenti nell'Isola in una decina di luoghi (Cagliari, Sanluri,
Iglesias, Laconi, Oristano, Sassari, Mores, Sorso, Lanusei) e in diversi
settori di lavoro (parrocchie, ospedali, carceri, santuari, scuola, assistenza,
missioni e mezzi di comunicazione).
Bastia (Corse) - Couvent St-Antoine (1540)
Corsica - In Corsica i Cappuccini sono arrivati 50 anni prima che in Sardegna:
infatti il Convento di Bastia (l'unico tuttora aperto) è del 1540,
il primo convento fondato fuori dalla penisola italiana, per opera di P.
Mariano da Nebbio. Nel giro di pochi anni furono fondati altri cinque conventi:
Belgodere (1543), Luri (1548), S. Pietro di Tenda (1552), Vescovato (1554)
e Pizzo-Brando (1558). Una crescita accelerata e inarrestabile, che, grazie
alla fioritura di numerose vocazioni, porterà alla fondazione di
altri conventi (Santa Reparata, Olmeta, Cagnano-Oveglia, Calvi, Speloncato,
Piedicorte di Gaggio, Ersa, Ajaccio, Corte, S.Martino di Lota, Linguizzetta
di Verde, Prunelli di Fiumorbo e Olmeto). Nel 1608 la Provincia Corsa contava
52 religiosi; nel 1625, 133; nel 1650, 164; nel 1717, 300. Anche in Corsica
i Cappuccini si dedicavano alle predicazioni popolari nelle parrocchie,
all'istruzione religiosa dei bambini nei piccoli paesi, all'assistenza dei
bisognosi. Numerosi furono anche i missionari nei paesi lontani. Dopo la
grande espansione del sec. XVII, giunsero gli anni difficili del sec. XVIII,
culminati all'epoca della rivoluzione francese. Espulsione dei frati e chiusura
dei conventi seguiranno a più riprese, fino all'ultima del 1903.
La ripresa si avrà solo dopo la prima guerra mondiale. Dal 1984 la
presenza dei Cappuccini, ridotta negli ultimi decenni al solo convento di
Bastia, è attualmente garantita dai Cappuccini della Sardegna.